Lo sapevi che...

Come affrontare il supermercato

Supermercato

Anche se preferisco comprare direttamente al mercato, alla Coldiretti o quando posso direttamente nelle fattorie, devo dire che il supermercato ha il suo fascino.

Entrare con il carrello, trovare tutte le verdure ordinate e pulite illuminate da faretti, il banco del pane e dei salumi enorme e pieno di tentazioni dolci e salate. La gente che compra, riempie i carrelli come se non ci fosse un domani.

Mi piace!

Mi piace perché trovi tutto quello che puoi desiderare. Trovi quella cosa di cui ti stavi dimenticando, trovi quello di cui non hai bisogno ma lo prendi perché… non si sa mai. Magari non è proprio salutare ma ti può risolve la serata, un prodotto già pronto magari, un prodotto sicuramente più costoso rispetto al suo parente più naturale. Per capirci la differenza che c’è tra un pacco di spaghetti e il suo barattolo di pomodoro e i 4 salti in padella.

Il supermercato dove andiamo tutti i giorni e a cui, è inutile negarlo, siamo anche un po’ affezionati perché ci sentiamo a casa, perché sappiamo dove sono i prodotti e quindi ci fa sentire al sicuro, è progettato per farci acquistare più di quanto siamo venuti a comprare e per farci prendere in considerazione l’acquisto delle versioni più costose di quelle stesse cose.

Entriamo nel dettaglio e vediamo la disposizione dei reparti.

In generale le persone acquistano maggiormente gli articoli più deperibili, come pane, latte o uova. Questi articoli si trovano solitamente nella parte finale del supermercato, quindi spesso significa che dobbiamo attraversare il negozio per trovare quello di cui abbiamo bisogno. E di solito per arrivare a questi alimenti freschi dobbiamo superare reparti di alimenti più pesanti, come biscotti e bevande zuccherate.

All’interno dei reparti gli articoli sono organizzati seguendo la logica del guadagno.

Infatti le versioni fortemente modificate degli alimenti e quindi più costose saranno all’altezza degli occhi mentre quelle più naturali ai piani più bassi. Ad esempio le torte già pronte, che hanno bisogno solo di essere messe in teglia, saranno all’altezza occhi mentre la farina, il sale e lo zucchero li troveremo sempre ai piani più bassi. Io, a essere sincera farina, sale e zucchero non li trovo mai, devo chiedere perché sono sempre messi nella parte più nascosta e scomoda da raggiungere.

Il supermercato però fa di più pensa anche ai nostri piccoli, e ci pensa su due livelli.

I prodotti più trasformati, e quindi più costosi e meno salutari, saranno messi all’altezza di un bimbo di 3 anni e all’altezza occhi del bimbo sul carrello. Fateci caso! In questo modo, i bimbi potranno vedere, chiedere e magari anche prendere da soli.

Pensate sia finita qui? No di certo.

Molte ricerche sono state fatte sulla musica che sentiamo. Ci sono prove che la musica strumentale con un lento ritmo rallenti il traffico nel negozio, e questo aumenta il volume giornaliero di vendita. In America poi, spero non succeda in Italia, utilizzano degli aromi artificiali rilasciati da macchine che offrono un odore costante come il pane appena sfornato nella sezione della panificazione ad esempio, oppure odore di cioccolata nel reparto dei dolciumi. E’ quasi superfluo dire che tutto questo tenderà ad aumenterà le vendite.

L’ultima tentazione avviene alle casse. Tanti piccoli cioccolatini, caramelle, dolcetti colorati che ci ritroviamo a fissare mentre stanchi e annoiati facciamo la fila. Vuoi che una cosa, anche piccola, non finisca nel carrello?

Quindi, i consigli per non uscire dal supermercato carichi di cose che alla fine rimarranno nel nostro frigo fino alla scadenza o che non sono propriamente salutari sono i seguenti:

  • Regola n.1 Strisciare lungo la periferia del negozio dove troveremo prodotti freschi come frutta, verdura, pane e latte.
  • Regola n.2 Avere una lista che freni il desiderio compulsivo di comprare.
  • Regola n.3 MAI entrare in un supermercato quando si ha fame!
  • Regola n.4 Non portare i figli, o dare delle regole e rispettarle.
  • Regola n.5 Mettere una giacca o la borsa nel carrello così sembrerà pieno, e non soffriremo la sindrome del carrello vuoto
  • Regola n.6 Mettete i paraocchi, o portarsi un libro alla cassa, per passare indenni i lunghi minuti alle casse

Normalmente non amo andare al supermercato con Sofia, perché sono sicura che alla fine compreremo almeno una cosa che io non avrei comprato, se lei non fosse venuta.

Ma alle volte non posso farne a meno. Così, cerco di coinvolgerla nella scelta delle verdure, che lei può mettere sulla bilancia e prezzare. Alla fine però usciamo sempre con qualche schifezza. So che il mio grado di schifezza potrebbe non essere quello standard. Per schifezza intendo uno yogurt con le smarties. E’ una schifezza giusto? Quelle cose cioccolatose che si trovano alle casse non gliene ho mai comprate, ma lei lo sa e al massimo mi chiede le tic tac alla fragola.

Alle volte mi viene da ridere, su quanto lei mi conosca. Una volta, d’estate, eravamo con una sua amichetta che è stata con noi tutto il giorno. Questa bimba mentre tornavamo dal parco mi chiede: “Ci compri qualcosa dal giornalaio?

Ma Sofia ha subito risposto con aria rassegnata: “Mia madre non mi compra mai niente dal giornalaio” e lo ha detto con un sottinteso “non ci provare tanto è inutile

Chiaramente la discussione è terminata lì. La bimba mi ha guardato con aria interrogativa e io ho glissato. Quello che mi ha colpito è stato che è vero che non gli compro mai niente dal giornalaio, cioè non gli compro quelle bamboline che si trovano nelle bustine, ma non pensavo che lei lo avesse notato. E poi pensandoci bene ci sono delle cose che gli compro dal giornalaio, i giornalini, d’estate. Sarà capitato qualche volta!

Cmq, non affrettatevi a chiamare il telefono azzurro perché ci sono sempre i nonni che suppliscono alle mie mancanze.

Tutte le informazioni che trovate in questo articolo sono prese da un corso di Stanford University and Medicine “Child Nutrition and Cooking”

 

 

2 pensieri su “Come affrontare il supermercato

  1. Da vera figlia degli anni 80 io ADORO i supermercati e più sono grandi e meglio è. Mi dà un piacere tutto particolare girovagare nelle corsie con un carrello da riempire e… fare tutti gli errori elencati in questo post!!! Arrivando inevitabilmente alla cassa con una marea di cose che non avevo intenzione di comprare, ma che non si sa mai…
    Tra l’altro è più forte di me: se entro senza carrello o cestino perché “tanto devo comprare solo due cose” arrivo alla cassa con roba anche in equilibrio sopra la testa. Ho accettato questo mio limite e mi sono rassegnata a portarmi il cestino anche se entro per un pacco di zucchero.
    Bisognerebbe invece sforzarsi di avere un po’ più di consapevolezza ed evitare di farsi manipolare dall’industria alimentare, per cui mi impegnerò a seguire i consigli di cui sopra!

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