Lo sapevi che...

Leggi l’etichetta, c’è l’origine del latte

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Da quando sono diventata mamma mi danno nella lettura delle etichette, scritte in piccolo e magari anche nascoste dalla piega della confezione, conoscete la sensazione? trafelata, spesso sprovvista di carrello perchè “devo prendere due cose”, mi ritrovo mani piene e prodotti sotto l’ascella, mentre cerco la luce giusta per leggere l’etichetta rischiando che tutto mi cada di mano, trovo la dannata etichetta e spesso non sono soddisfatta di quello che leggo. Perchè? perchè non c’è scritto da dove vengono le materie prime. Ok compro cose senza conservanti, additivi ecc…ecc… ma se poi la materia prima viene dalla Cina o dalla Turchia non ho comunque fatto un bell’affare! Quindi rimango lì senza decidere quale articolo prendere con la sensazione di giocare alla roulette russa.

Il vento per fortuna sta cambiando e finalmente anche in Italia, come già in Francia, sarà obbligatorio scrivere sull’etichetta, in modo facilmente leggibile, il paese di provenienza del latte utilizzato e dove è stato trasformato:

a) “Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte”;
b) “Paese di trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte”.

Quindi se troveremo la dicitura “origine del latte: ITALIA“, sapremo che il nostro prodotto è stato fatto totalmente in Italia dalla mungitura alla trasformazione. Se troveremo altre diciture vuol dire che almeno uno di questi tre passaggi non è avvenuto in Italia e per me è motivo di esclusione. A meno che non sia scritto “origine del latte: FRANCIA” o altro paese UE di cui mi fido.  Se volete sapere quali sono le diciture che possiamo trovare sulle confezioni leggete qui

Tutto questo cosa significa? significa che noi consumatori oggi possiamo scegliere più consapevolmente cosa comprare, e possiamo decidere di comprare per i nostri figli latte italiano, aiutando anche l’economia del nostro paese.

L’Italia infatti è diventato il più grande importatore mondiale di latte, “dalle frontiere italiane passano ogni giorno 24 milioni di litri di “latte equivalente” tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa del consumatore. Diciamo basta al finto made in Italy” come potete leggere in modo più esaustivo in questo articolo apparso su Il Fatto Quotidinano

Questo provvedimento è diventato legge ad aprile del 2017 ma solo adesso quasi tutte le marche si sono adeguate al provvedimento con la scusa di avere scorta di confezioni già etichettate.

Dulcis in fundo da febbraio troveremo anche sulle confezioni di pasta e riso l’origine del prodotto e dove è stato lavorato e poi a seguire i derivati del pomodoro, sapremo finalmente se stiamo mangiando pomodori cinesi…e potremo evitarlo!

 

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