Meal Plan

Meal Plan, la pianificazione del pasto serale

Pianificazione del pasto

Ecco un argomento che mi sta veramente a cuore. Lo spauracchio della pianificazione del pasto serale!

Quando io e Giampaolo, il mio compagno, eravamo una giovane coppia che pensava solo ai propri bisogni e la vita era semplice e rilassata ero una persona che non amava pianificare quello che avrebbe mangiato, perché mi piaceva arrivare a casa, vedere quello che c’era nel frigo e ingegnarmi a creare qualcosa; oppure cercare a lavoro una ricetta verso le cinque, uscire, fermarsi al supermercato, tornare a casa e cucinare.  Se invece non avevo voglia di cucinare sapevo che il freezer mi avrebbe salvato.

Con la nascita di Sofia tutto è cambiato e per un po’ non abbiamo più mangiato, letteralmente, se l’animo compassionevole di una nonna non ci portava da mangiare. Poi siamo passati alla fase dei cibi pronti tipo “4 santi in padella” e infine la svolta diciamo salutista. Comunque era chiaro che la mia abitudine all’improvvisazione che tanto amavo non era più congeniale alle nostre nuove esigenze. Devo dire che è stato veramente difficile cambiare il modo di pensare. Inoltre, anche se sono una persona che ama avere tutto sotto controllo per alcune cose di Sofia sono proprio negata.

Quando Sofia era piccola ero una di quelle mamme che dimenticava a casa i pannolini, oppure la merenda, o se portava i pannolini scordava il cambio. Qualcosa dimenticavo sempre. Una volta, quando era molto piccola e ancora prendeva il latte artificiale, si purtroppo il latte non mi è venuto, Sofia avrà avuto 2 mesi e ad un certo punto ha cominciato a piangere disperata. Io ho pensato alle coliche, ai dentini o alla mancanza di sonno. Così l’ho cullata e messa a pancia in giù per alleviare quelle che pensavo fossero coliche ma niente continuava a piangere come una matta, sembrava dirmi “mamma perché non mi dai quello che voglio?”, allora ho cercato di farla addormentare ma urlava sempre di più. Alla fine, dopo un bel pò di tempo mi viene in mente che l’ultima poppata, che io segnavo sempre sul mio quaderno della pappa e della cacca, era passata da tempo…aveva solo fame. Quando mise in bocca il suo amato biberon mi guardò con i suoi occhioni umidi di pianto, come a dire: “solo la pappa volevo mamma!

Giuro che è successo una volta sola. Per i pannolini, creme, salviettine e la merenda invece era una consuetudine.

Comunque, chi ha bimbi sa quanto la mia politica della non pianificazione sia fallimentare. Arrivavo a sera con tutto da preparare e magari tre cose diverse. Un incubo.

Così mi sono informata un po’ su internet, in America il meal plann è un must irrinunciabile e schiere di nutrizioniste si offrono per farti il menù migliore per le tue esigenze e si prodigano in tanti, tanti consigli.

Devo dire che i consigli sono sensati, quello su cui proprio non ci siamo sono i menù.

Esempi:

Minestrone: il sabato tagli le verdure e le metti nel congelatore, il giorno in cui decidi di fare il minestrone metti tutto nel pentolone insieme ad aglio e basilico rigorosamente disidratati e poi si irrora il tutto con brodo vegetale, di quelli nella confezione di tetrapack. Infine aggiungono la pasta, e che pasta! la Barilla, però integrale.

BBQ Salmone: Tirare fuori dal freezer il salmone la mattina. La sera cuocere sul grill il salmone per 6/8 minuti su entrambi i lati fino a quando la forchetta non entrerà facilmente nella carne, poi irrorare il salmone con una salsa fatta con salsa BBQ, cipolla e zucchero di canna. L’unica cosa buona era la quinoa con cui accompagnano il piatto.

Così dopo aver scartato menù orripilanti in cui troviamo mostarde, maionese, salsa barbecue, uovo a colazione, e rigorosamente odori disidratati, che dico io neanche sanno far crescere una piantina di basilico, ho tenuto per me alcuni consigli e ne ho aggiunti altri dei miei.

Prima di tutto ho operato due cambiamenti molto importanti proprio in casa.

Il primo: questa casa non un ristorante! Quindi menù uguale per tutti.

Il secondo: Pianificazione totale!

Per sapere se il menu che andavo formando era equilibrato mi sono basata su due fattori. Il primo è la piramide alimentare.

dieta-mediterranea-piramide

Il secondo il menu della mensa di Sofia.

Il menù della scuola è quello dettato dalla regione Lazio. Normalmente prevede come primo pasta, riso, tortellini e una volta a settimana crema di lenticchie o altro legume, per secondo proteine animali: una volta uovo, uno latticini, uno pesce e due carne. Poi abbiamo il contorno: insalata, pomodori, finocchi, bieta, spinaci, patate. Viene sempre accompagnato con pane e frutta di stagione.

Non è un menù che mi piace particolarmente, troppe proteine animali, però è quello che abbiamo, anzi quello che fior di dottori e nutrizionisti pensano sia il meglio per i nostri figli. Se guardiamo però la piramide alimentare i conti non tornano.

Cmq basandomi sul menù della scuola posso evitare ad esempio di dagli l’uovo a pranzo e a cena e posso anche evitare lo sguardo di fuoco di Sofia che dice: “mamma l’ho mangiato oggi a scuolaaaaa” con un’inflessione dialettale neanche fosse la Sora Lella.

Il sabato quindi guardo la divisione della settimana successiva e in base a quella e alle mie ricette creo la mia pianificazione.

Devo dire che non è stato per niente facile. Il solo pensiero di pensare a tutta la settimana futura mi angosciava ma poi i risultati si sono visti e sono molto soddisfatta di questa soluzione. Soprattutto non ho più l’angoscia da …e ora cosa cucino stasera???? Inoltre scrivo il menù  sulla lavagnetta appesa in cucina così nessuno avrà sorprese (e questo è uno dei consigli americani).

Spero che questo argomento vi sia piaciuto, presto scriverò un altro post sui consigli Americani e uno sul metodo di pianificazione del pasto… non americano.

2 pensieri su “Meal Plan, la pianificazione del pasto serale

  1. Ciao, ho scoperto oggi il tuo blog e lo trovo davvero interessante. Ho un bimbo di quasi 20 mesi col quale ho seguito svezzamento classico: un percorso piacevole perché ha accettato subito o quasi tutto ciò che gli ho proposto, dimostrandosi capace, sin dagli otto mesi di saper gestire il cibo in pezzi. Insomma una supermegafortuna che ahimé mi ha abituato male, credendo di avere ormai la strada in discesa in fatto di educazione alimentare. Invece mi sbagliavo, perché da qualche mese, ha cominciato a rifiutare di assaggiare nuovi piatti e le volte che ho ripiegato sul piatto unico che ben conosceva nemmeno lo ha assaggiato. Sono seguite scene di frustazione, minacce, promesse di ricompense, pasti con il tablet acceso su cartoni animati e canzoncine, forzature, delusioni, pianti. Poi leggendo, informandomi, ho scoperto i primi grossolani errori che commettevo e per lo meno adesso se non vuole assaggiare o non terminare la sua porzione cerco di non prendermela e naturalmente di non proporre alternative. Non ti nego che è stressante, ogni giorno un rebus per capire se mangerà o meno. Questa della pianificazione è una idea ottima, ho cercato varie volte di farla, ma mi limitavo al piano alimentare per me che ero a dieta: tre persone tre pietanze… Capisci bene che non poteva durare a lungo. Vorrei adesso ripensare a questa pianificazione per tutta la famiglia, mi spaventa non trovare il tempo per stilarla e le idee per metterla in pratica. Insomma non ho una grossa varietà di ricette salutari e bilanciate da riempire tutte le caselle del calendario. Continuerò a seguirti e a prendere spunti dai tuoi post, sapessi come mi sono ritrovata nel tuo racconto dei primi mesi di vita di tua figlia… Anch’io dimenticavo tutto, anzi ho proprio dei vuoti rispetto a ciò che è successo i primi mesi… Credo che nel mio caso però fosse proprio una questione ormonale e di recupero post cesareo… Ancora complimenti, continuerò a leggerti.

    1. Ciao Susanna, che piacere leggere il tuo racconto, quando sento una mamma che ha vissuto le mie stesse esperienze ed a cui posso dare dei consigli, perchè ci sono passata prima di lei, mi fa capire che il blog serve a qualcuno e mi riempie di gioia. Il consiglio che posso darti, ma che già stai facendo, è di lasciar correre, probabilmente per il tuo piccolo è solo una situazione momentanea, quando meno te lo aspetti ricomincerà a mangiare tutto. Dagli quello che gli piace, i piatti semplici sono i migliori, anche un periodo di pasta in bianco non ha mai ucciso nessuno. Piano piano il momento del pasto tornerà ad essere piacevole e allora potrai provare a proporgli altre cose. La pianificazione settimanale è una svolta ma inizialmente prevede un pò di organizzazione quindi va fatta in un periodo tranquillo altrimenti rischi di rinunciare ancora prima di aver provato. Ricorda infine di dare il buon esempio! Fammi sapere se ci sono progressi. Un abbraccio, Daniela

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