Lo sapevi che...

Mia figlia la schizzinosa!

La mela non cade mai troppo lontana dall’albero

Inutile girarci intorno, mia figlia è una schizzinosa, come dicono gli americani una picky eater.

Anche io sono stata una schizzinosa e così anche mia sorella dopo di me, ma in modo diverso.

Esistono due tipologie di picky eater. Io e Sofia apparteniamo alle bimbe schizzinose #campo di aria #non mi scocciate #non ho tempo da perdere con questo fatto assurdo del cibo, mia sorella invece appartiene alla versione evoluta di bimbe schizzinose #campo di aria #non mi scocciate #non ho tempo da perdere con questo fatto assurdo del cibo #se però mi dai pane e nutella faccio un’eccezione.

Con queste premesse spesso il pranzo è spesso una guerra.

Quando Sofia era piccola ho impegnato tantissimo tempo nella scelta di ricette sane. Dopo 8 ore di lavoro tornavo a casa piena di sportine biologiche costosissime e impiegavo il mio tempo, che avrei volentieri speso altrimenti, nella creazione del piatto perfetto. Il risultato di tanto lavoro finiva spesso spiaccicato sul piano del seggiolone o direttamente in terra mentre la colonna sonora di una sirena assordante usciva dalla piccola bocca di mia figlia.

Lo sconforto era schiacciante. Aver perso tutto quel tempo e quelle energie per vedere tua figlia schifare in quel modo il tuo lavoro mi faceva sentire una nullità. Tanto più perché io le trovavo deliziose, e puntualmente diventavano la mia cena.

Vi racconto però della volta in cui le sue urla furono giustificate, un episodio di cui mi vergogno ancora un pò oggi. Il suo primo semolino, anzi il mio primo semolino. Abituata a fare creme di mais e tapioca pensai che il semolino avesse la stessa cottura, ossia un po’ di acqua calda. Come tutte voi mamme più avvedute di me saprete niente di più sbagliato. Sofia vedendo un piatto che pensava conoscere, aprì la bocca e impiegò almeno altri due bocconi prima di strillare a gran voce. Sconfortata pensai che anche il semolino era da bandire. Sofia proprio non ne voleva sapere di mangiarne ancora e io non riuscivo a capire perchè. Sarà così dissimile dalle altre creme? Poi un sospetto strisciò nella mia mente fino ad accendere la lampadina del cervello che da troppo tempo era evidentemente rimasto spento: ma non sarà che il semolino non si cucina così???? Lo assaggiai, sembrava sabbia.

Se anche voi avete dei momenti in cui vi sentire così frustrate posso darvi dei consigli, perché solo adesso che abbiamo trovato un equilibrio riesco a vedere con chiarezza quali sono stati i miei errori e posso quindi dirvi quello che ho imparato faticosamente:

  1. Il cibo è importantissimo ma meglio una mamma serena che il cibo perfetto in tavola. Questa è ormai la mia prima regola, che con un po’ di organizzazione e buona volontà sembra funzionare.
  2. Dividete il lavoro con vostro marito e fatevi aiutare dai nonni e se non bastasse anche dalla crema di verdure pronta del negozio bio.
  3. Cucinate cose semplici.
  4. Migliorate quello che potete migliorare. Per la pasta: comprate la migliore pasta (kamut, semintegrale, farro). Per i formaggi: prendete prodotti freschi come la robiola, il primo sale, lo stracchino, la scamorza o il provolone. Per la carne: prendete carne biologica preferendo la carne bianca. Pesce: prendete il pesce azzurro. Se gli piacciono poche verdure: dategli quelle che gli piacciono anche se è tutti i giorni la stessa. Se non gli piacciono i legumi cercate di camuffarli in piatti che gli piacciono.
  5. Non chiediamo a nostro figlio qualcosa che non può darci: un bimbo schizzinoso non mangerà mai dei broccoli da piccolo anche se noi glielo serviamo come fosse un dipinto di Van Gogh, ma vedendoli spesso sul tavolo della cucina prima o poi avrà la curiosità di assaggiarli. Mia sorella 36 anni, per la prima volta ieri ha mangiato dei peperoni crudi. Grandi festa in famiglia!!! Non è mai troppo tardi…
  6. Quando sono piccoli assecondateli nel fargli dei piatti solo per loro, poi crescendo parlateci e fategli capire che sono grandi e che quindi dovranno mangiare come i grandi. Cominciate, se pensate sia più semplice, con le serate con amici così che il bimbo sia più portato a mangiare quello che mangiano tutti gli altri. Ad esempio Sofia non mangiava gli spaghetti al tonno, quando era piccola li scolavo prima di condirli e glieli davo in bianco, quando è cresciuta gli ho spiegato che doveva mangiare quello che mangiavamo noi, se non le piaceva il tonno lo toglievamo insieme. Così è stato per un po’ poi, forse scocciata dal dover togliere il tonno o perché in realtà gli piace, ha cominciato a mangiarli.
  7. I bimbi schizzinosi vogliono vedere quello che mangiano. A meno delle amatissime polpette dove dentro potete mettere di tutto, dalla verdura ai legumi e che vengono normalmente apprezzate quasi da tutti i bimbi, dategli delle carote intere, a filetti per i piccoli, dei pisellini o legumi non frullati. Provate e sperimentate, mettetene uno o due sul piatto e vedete la reazione. Provate con tutti i cibi alcuni gli piaceranno e altri no. Fateli scegliere. Non eliminate un alimento perché non vi piace o perché pensate possa non essere di suo gradimento. Non potete capire la mia sorpresa quando scoprii che a Sofia piaceva la rapa rossa, chi l’avrebbe mai detto? Io l’ho assaggiata la prima volta dopo di lei.

 

 

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