Lo sapevi che...

Non dire mai ad un bambino che mangia poco che è un bimbo che mangia poco!

Quando ero piccola ero una bimba timida. Schifosamente timida.  A 4 anni mia madre pensava che dovessi avere qualcosa che non andava e mi portò da un medico. Questo mi diede, dopo avermi messo degli affari freddi in testa pretendendo che io dormissi, una sfilza di medicine antidepressive. Come se un bambino potesse soffrire di depressione. Fortunatamente per me, mia madre incontrò per caso il mio pediatra che gli disse di buttare quelle ricette e che non avevo nulla che non andasse. Ero solo un pò timida.  Mia madre aveva così avuto la diagnosi: timidezza. E così mi trattò da tale, un pò come se fosse una malattia. Se qualcuno mi chiedeva gentilmente: ”Quanti anni hai?” e io mi nascondevo dietro la sua gonna lei protettivamente rispondeva per me e poi diceva: “E’ timida!”.

A 6 anni avevo l’amico immaginario, è vero molti bimbi ce l’hanno ma non lo portano con loro a scuola. Il mio si chiamava Bisè ed era un fantasma. A 10 anni mandavo mia sorella, di 5 anni più piccola di me, dal giornalaio a comprare le figurine. Non è proprio che lei ci andasse di sua iniziativa, diciamo che la ricattavo, in tanti modi sottili in cui solo una sorella maggiore può ricattare l’unica persona su cui può avere potere, la piccola e indifesa sorella minore. Scusa sorella!

So cosa state pensando, cosa c’entra la tua triste storia?

C’entra perché il tentativo di mia madre di proteggermi ripetendo a me e agli altri che ero una bimba timida mi ha confermato che ero una bimba timida e io mi sono comportata come gli altri si aspettavano che fossi. Da bimba timida.

Questo vale in generale per tutte le cose. I bimbi si fidano così tanto degli adulti che si comportano per come gli viene detto di essere. Così se un bimbo che ha dato qualche spintone ad un altro bimbo lo definiamo manesco lui si comporterà più facilmente da bimbo manesco. Se continuiamo poi a definirlo in questo modo lui si convincerà di esserlo e così si comporterà.

Allo stesso modo se un bimbo mangia poco e andiamo in giro a dire che non mangia nulla sarà portato a comportarsi da bimbo difficoltoso a tavola.

Quando vediamo che nostro figlio ha una problematica dobbiamo incoraggiarlo e non sottolineare il suo problema. Io lo so bene, ho impiegato decenni ad uscire dal tunnel della timidezza. Ma ne sono veramente uscita? Forse no perché è la mia indole, ed è giusto così.

Sofia spesso mi dice: a scuola ho mangiato l’insalata!”. Che brava che sei! dico io quanta ne hai mangiata?”. “Una foglia! risponde contenta lei. A me vien da ridere ma soffoco la risata e la elogio Brava, la prossima volta se ti va mangiane due”.

La prima volta che mangiò gli spinaci a scuola venne da me sorridendo: Mamma, oggi ho mangiato gli spinaci mi disse orgogliosa. Brava, allora li possiamo fare anche a casa”. Incertezze e sgomento sul suo viso. Siii…” incerto però non oggi…e neanche domani, facciamo la prossima settimana! Ancora spetto quando li possiamo fare…

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